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Il distretto

La vocazione tessile di Prato risale almeno al XII secolo e la produzione in forma artigianale di panni in lana ha accompagnato senza soluzione di continuità lo sviluppo e la crescita della città attraverso i secoli. La trasformazione della produzione laniera pratese in sistema industriale avviene intorno alla seconda metà dell’Ottocento. Il vero boom si colloca però dopo la Seconda Guerra Mondiale, un’epoca che segna al contrario una forte recessione per gli altri centri europei dello stesso settore.

Agli inizi degli anni '80 Prato viene indicato come modello di distretto industriale. Nello stesso periodo i cambiamenti nel mercato del tessile-abbigliamento ed i nuovi modelli di consumo obbligano il distretto a rimettere in discussione le proprie strutture organizzative. La diffusione di nuovi stili di vita e il progresso spinge le imprese pratesi, specializzate nella produzione di tessuti in lana cardata, a rinnovare la loro offerta e a cercare nuovi mercati, con una differenziazione produttiva che caratterizza ancora oggi la realtà distrettuale (viene introdotta la produzione di lana pettinata, cotone, viscosa, lino e seta, filati, maglieria, capi confezionati, tessuti per usi speciali).

La struttura organizzativa del distretto è fondata sulla specializzazione produttiva delle aziende, rappresentate per lo più da micro e piccole imprese. I “lanifici”, che si occupano delle ricerche stilistiche, della progettazione del campionario, dell’acquisto di materie prime e della vendita, intrattengono rapporti con "terzisti", che forniscono i materiali ed eseguono la produzione.

Attualmente è in atto un nuovo cambiamento nelle dinamiche produttive del distretto causato dalle recenti trasformazioni nel mercato (la globalizzazione, l'apertura dei mercati, la delocalizzazione di una parte della produzione tessile, la concorrenza dei paesi asiatici, l’applicazione delle tecnologie informatiche) che sta spingendo le aziende verso la ricerca di nuove prospettive di sviluppo.

Attualmente Prato si attesta come uno dei distretti tessili più importanti d’Europa sia per il numero di imprese che per il numero di addetti. I dati più recenti (2006) indicano la presenza di circa 7200 aziende e 40.000 addetti, che ogni anno immettono sul mercato mondiale 70.000 nuovi articoli e circa 350 milioni di metri di tessuto per abbigliamento, arredamento, impieghi tecnici.

Rispetto al distretto tessile, il Museo del Tessuto si pone come l’interfaccia culturale del contesto produttivo contemporaneo, permettendo, grazie alla proficua collaborazione con il consorzio PratoTrade, una fruizione museale in tempo reale dei tessuti prodotti nel distretto.