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Il restauro

Il recupero urbanistico delle aree industriali dismesse è oggi un tema di grande attualità e, in questo senso, l’ex Cimatoria Campolmi è una testimonianza di particolare rilievo nel panorama dell’archeologia industriale di Prato. Il progetto di restauro dell’antico opificio Campolmi, realizzato dall’Amministrazione Comunale su progetto dell’architetto Marco Mattei, nasce dalla volontà di recuperare uno spazio del centro urbano degradato, ma ricco di contenuti storici, culturali, sociali. L’area della fabbrica, che da semplice contenitore industriale è divenuto un simbolo della storia civile della città, rappresenta uno dei casi più significativi di riconversione urbana, sia per la sua posizione centrale, che per le grandi dimensioni della struttura.

Il progetto di recupero dell’edificio è partito da un’analisi preliminare dei caratteri originari della struttura e delle successive stratificazioni storiche. Gli interventi attuati sono stati di carattere strettamente conservativo e sono stati volti a consolidare le strutture esistenti, senza modificare l’architettura originale né i materiali costruttivi. Particolare attenzione è stata riservata al restauro delle due facciate, con il recupero di tecniche tradizionali di finitura e una scelta di colori volta a distinguere il nucleo più antico della fabbrica dalla parte più moderna. Nella sala del museo adibita alla collezione antica, originale del 1863, sono state preservate le pregevoli coperture a volta e la pavimentazione con lastre in pietra serena. Al primo piano l'intervento si è concentrato soprattutto sul restauro del tetto: mentre la copertura della prima parte della sala è stata completamente recuperata, nella sala successiva le vecchie travi in legno del controsoffitto sono state sostituite con avveniristiche capriate in legno lamellare e tiranti d’acciaio.

Costo dell’intervento:

  • Luglio 1999: acquisito del complesso da parte dell’Amministrazione Comunale per 3.600.000 Euro.
  • Dicembre 1999 – 2002: restauro della parte destinata al Museo del Tessuto di Prato per 2.700.000 Euro.
  • 2002: allestimento del Museo per 1.300.000 Euro, con un contributo della Comunità Europea di circa 700.000 Euro (Fondi DOCUP 2000-2006).