SEDE

L’edificio che ospita il Museo è un monumento di archeologia industriale tessile, l’antica “Cimatoria Campolmi Leopoldo e C.”, unica grande fabbrica ottocentesca all'interno delle mura medievali della città di Prato. Il Museo occupa metà dell’intero complesso architettonico, per circa 4000 mq, mentre l’altra metà ospita la Biblioteca Comunale “A. Lazzerini”, con cui forma il principale polo culturale cittadino.

L’Ex Cimatoria Campolmi è forse il più importante esempio di archeologia industriale della Provincia di Prato: un grande complesso di 8500 mq situato in un quartiere del centro storico in cui già dal Medioevo si effettuavano lavorazioni tessili. In corrispondenza dell’attuale fabbrica, documenti d’archivio precedenti al 1326, attestano l’esistenza di una gualchiera (edificio per la follatura dei panni). Questa viene acquisita dalla Chiesa che la trasforma in un mulino attivo per tutto il Settecento. Nel marzo del 1863, il Mulino di Santa Chiara viene acquistato da tre affermati imprenditori pratesi, che lo trasformarono in una solida impresa attiva nella rifinitura dei tessuti.

Alla fine dell’Ottocento l’edificio si presenta come un quadrilatero su due piani attorno ad un cortile rettangolare, con al centro una grande vasca per la raccolta delle acque e una ciminiera in mattoni alta 40 metri. La fabbrica raggiunge l’estensione e la conformazione attuale solo alla metà del XX secolo grazie a modifiche e ampliamenti, come la costruzione della bella tintoria a volta ogivale che oggi ospita l’ingresso della biblioteca. La produzione di tessuti cessa nel 1994.

Il recupero urbanistico, realizzato dall’Amministrazione Comunale, è nato dalla volontà di trasformare un contenitore industriale in contenitore culturale, simbolo della storia civile della città. Il restauro dell’edificio è stato strettamente conservativo e ha permesso di preservare i caratteri originari della struttura e le stratificazioni storiche successive: dall’antica insegna della fabbrica alla sala della caldaia a vapore, dal soffitto voltato della sala dei tessuti antichi fino alle antiche travi in legno del primo piano.

Facebooktwitterpinterest