The Museo del Tessuto is the largest cultural centre in Italy dedicated to the promotion of historical and contemporary textile production and art. The Museum represents the historical memory and the cultural interface of the Prato district, which has been identified with textile production since the Middle Ages. Today the district boasts over 7,000 companies operating in this sector.


Prato e la tradizione tessile

Prato si attesta oggi come uno dei maggiori distretti tessili e di abbigliamento d’Europa con oltre 6.000 aziende di tessuti e confezione. E’ uno dei centri più importanti, a livello mondiale, per la produzione di tessuti per abbigliamento e arredamento, filati, tessuti per impieghi speciali, maglia e capi d’abbigliamento ed infine meccanotessile.

La vocazione tessile della città risale al XII secolo. Grazie a particolari caratteristiche idrogeologiche la pianura intorno al fiume Bisenzio diventa luogo privilegiato per far nascere le ‘gualchiere’, opifici specializzati nella follatura del panno di lana. Intorno a questa lavorazione si organizzano tutte le altre attività necessarie alla realizzazione dei tessuti, dalla filatura alla tessitura, dalla tintura alla vendita. In questo ambito si distingue l’attività del mercante Francesco di Marco Datini, la cui attività dimostra come la manifattura tessile, anche in epoca pre-industriale, potesse essere una attività imprenditoriale con caratteristiche estremamente moderne e con una rete di produzione e vendita estesa in tutta Europa.

Prato diventa una vera e propria industria solo intorno alla seconda metà dell’Ottocento, grazie alla meccanizzazione di molti processi per esplodere soprattutto dopo la seconda guerra mondiale con l’apertura di nuovi mercati ed il successo della lavorazione della ‘lana meccanica’. Agli inizi degli anni Ottanta Prato viene indicato come modello di distretto industriale. Nello stesso periodo, i cambiamenti nelle richieste del mercato della obbliga il distretto a mettere in discussione la propria organizzazione produttiva e la propria offerta. I tessuti in lana cardata cessano di essere il prodotto esclusivo e le aziende sono spinte a differenziare i propri prodotti introducendo nuove fibre e lavorazioni.

Le aziende attive oggi sono prevalentemente di piccole dimensioni e altamente specializzate: ad esempio i “lanifici”, si occupano delle ricerche stilistiche, della progettazione e della vendita, mentre i “terzisti” forniscono i materiali e realizzano alcune specifiche fasi di lavorazione (filatura, tessitura, rifinizione, tintura ecc.). La recente globalizzazione dell’industria della moda – con la delocalizzazione produttiva, i mercati emergenti, i nuovi poli produttivi, le nuove tecnologie – ha portato a numerosi cambiamenti, con una crescita delle fasi a valle della filiera come la maglieria e la confezione, ad opera soprattutto di aziende di nuova costituzione.


The birth of a museum

The Museum was founded in 1975 within the “Tullio Buzzi” Industrial Technical Textile Institute, as the result of an initial donation of approximately 600 historical textile fragments. These were added to examples which had been gathered over the years by the Institute’s professors for students to consult and study. Since then, the collection has seen a significant increase in size thanks to the contribution of the Buzzi Institute Alumni Association and other important civic institutions, such as the Municipality of Prato, Cariprato and the Pratese Industrial Union.

In 1997, the Museum was temporarily housed in the Palazzo Comunale. During this period, the collection of contemporary fabrics was established, which continues to increase with seasonal fashion trends thanks to the relationship with the PratoTrade Association, a selection of fashion textile manufacturing companies. In 2003, the inauguration of the permanent premises took place in the restored spaces of the former Campolmi factory, a precious jewel of industrial archaeology situated within the old city walls.

Since 2012, the Museum has been granted the status of “museum of regional importance” pursuant to Art. 20 and 21 of Regional Law no. 21 of February 25th, 2010.


The mission of the Museo del Tessuto di Prato

Il Museo del Tessuto è un’istituzione privata, permanente e senza fine di lucro che ha come missione di:

  • Valorizzare la collezione permanente, attraverso lo studio, la catalogazione, il restauro, la conservazione e l'esposizione; 
  • Acquisire ulteriori collezioni, tessuti, costumi macchine o macchinari tessili, pubblicazioni e documentazione d'ogni tipo e quant'altro inerente con l'attività museali riferita al tessuto, al costume ed all'arte tessile in generale; 
  • Promuovere la raccolta di testimonianze e documentazioni della tecnica e dell'arte tessile; 
  • Sostenere gli studi, le ricerche e le iniziative che hanno per oggetto la tecnica dell'arte tessile; 
  • Collaborare con istituti ed enti pubblici e privati che operano nell'ambito delle finalità della fondazione;

A tali finalità di ordine generale, si affiancano le seguenti:

  • valorizzare la cultura produttiva del tessuto anche attraverso iniziative e programmi culturali sul costume e la moda antica e contemporanea; 
  • collaborare alla conservazione della memoria produttiva tessile del distretto pratese, attraverso attività di recupero, salvaguardia e raccolta di testimonianze, consulenza alle aziende detentrici di archivi storici, svolgimento di studi e ricerche; 
  • svolgere nell’ambito dei programmi culturali ed educativi attività di integrazione e mediazione culturale; 
  • partecipare attivamente - per quanto di propria competenza - alle iniziative di rilancio culturale, turistico, economico e di immagine del territorio e del distretto.
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