DISTRETTO

Prato rappresenta uno dei più grandi distretti industriali italiani ed uno dei centri più importanti, a livello mondiale, per la produzione di tessuti per abbigliamento e arredamento, filati, tessuti per impieghi speciali, maglia e capi d’abbigliamento ed infine meccanotessile.

La vocazione tessile della città risale al XII secolo ma diventa una vera e propria industria solo intorno alla seconda metà dell’Ottocento, per esplodere soprattutto dopo la seconda guerra mondiale con l’apertura di nuovi mercati. Agli inizi degli anni Ottanta Prato viene indicato come modello di distretto industriale. Nello stesso periodo, i cambiamenti nelle richieste del mercato della obbliga il distretto a mettere in discussione la propria organizzazione produttiva e la propria offerta. I tessuti in lana cardata cessano di essere il prodotto esclusivo e le aziende sono spinte a differenziare i propri prodotti introducendo nuove fibre e lavorazioni.

Le aziende attive sono prevalentemente di piccole dimensioni e altamente specializzate: ad esempio i “lanifici”, si occupano delle ricerche stilistiche, della progettazione e della vendita, mentre i “terzisti” forniscono i materiali e realizzano alcune specifiche fasi di lavorazione (filatura, tessitura, rifinizione, tintura ecc.). La recente globalizzazione dell’industria della moda – con la delocalizzazione produttiva, i mercati emergenti, i nuovi poli produttivi, le nuove tecnologie – ha portato a numerosi cambiamenti, con una crescita delle fasi a valle della filiera come la maglieria e la confezione, ad opera soprattutto di aziende di nuova costituzione.

Prato si attesta oggi come uno dei maggiori distretti tessili d’Europa con circa 6.500 aziende di tessuti e confezione e 35.000 addetti. Il Museo è fortemente radicato in questo contesto produttivo, occupandosi di comunicare al proprio pubblico le innovazioni e trasformazioni della produzione, con un continuo lavoro di archiviazione di nuovi tessuti e materiali che confluiscono nella Sezione Contemporanea.